Tina Modotti: la nuova rosa. Arte, storia, nuova umanità

Dal 18 ottobre 2015 al 28 febbraio 2016

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La città natale di Tina Modotti ospita una mostra con materiali fotografici inediti a livello internazionale. “Tina Modotti: la nuova rosa. Arte, storia, nuova umanità” presenta la raccolta più vasta degli scatti della fotografa di origini udinesi, tratte dai negativi originali e arricchita dalle più recenti acquisizioni riferibili alla storia familiare della Modotti, all’arte fotografica e all’impegno politico-sociale. Viene inoltre esposta , per la prima volta in Italia e in Europa, la nuova documentazione fotografica sulle “Scuole libere di agricoltura” con una serie di 18 istantanee, realizzate dalla Modotti, rimaste in gran parte sconosciute fino a tempi recenti.

L’esposizione

La mostra ha un carattere fotografico, documentario e audiovisivo. Essa espone il patrimonio fotografico già conosciuto e che è stato ricostruito al meglio delle possibilità qualitative e filologiche. L’esposizione presenta una accurata contestualizzazione storica, ed è arricchita dalle più recenti acquisizioni riferibili sia alla storia familiare, sia all’impegno fotografico, politico e sociale di Tina Modotti.

Riguardo al patrimonio fotografico, è importante segnalare i nuovi documenti e materiali fotografici inediti provenienti dal lascito di Jolanda Modotti, sorella di Tina. Si tratta di fotografie originali di Tina e dei suoi familiari scattate da lei stessa o da altri soggetti, in riferimento al contesto udinese della famiglia Saltarini-Modotti, al soggiorno e alla cerchia delle amicizie negli Stati Uniti e nel Messico degli anni ’20, nonché di carteggi tra Jolanda, Vittorio Vidali e Silvia Thompson, relativi alla vita e all’opera di Tina.

Si presenta, inoltre per la prima volta in Italia e in Europa la nuova documentazione fotografica di cui l’Istituto Nacional de Antropologia e Historia di Città del Messico è entrato recentemente in possesso, grazie alla donazione di Savitri Sawhney, figlia dell’esule indiano Pandurang Khankhoje, e di cui si è avuta anticipazione attraverso il numero monografico della rivista “Alquimia”, n. 50, 2014, intitolato Tina Modotti. Espediente inédito. Tale documentazione contiene una serie di fotografie, scattate da Tina Modotti e rimaste in gran parte sconosciute fino a tempi recentissimi. Esse si riferiscono al movimento delle “Scuole libere di Agricoltura Emiliano Zapata” e della “Lega delle comunità agrarie” fondate in Messico nel 1927, con il concorso determinate di esponenti del Soccorso operaio internazionale e del Partito comunista messicano, tra cui Diego Rivera e Xavier Guerrero. Queste fotografie, ritraggono gli incontri e le attività delle Scuole nei villaggi di Chiconcuac, Tocuila, Ocopulco e Chipiltepec, ubicati nella municipalità di Texcoco e sono molto importanti non solo per la loro qualità, ma anche perché documentano la fase di passaggio dell’arte fotografica di Tina dal rigore formale, legato all’apprendistato con Edward Weston, all’impegno politico sociale nel 1927-29.

La mostra è articolata nelle seguenti sotto – sezioni:

  • L’ambiente familiare nel Friuli del primo ‘900
  • Il soggiorno e le relazioni sociali a San Francisco e a Los Angeles
  • Tina, Robo e dintorni: la famiglia allargata (originali forniti dal prof. Antonio Cobalti)
  • Il trasferimento in Messico, l’apprendistato con Weston e l’incontro con la politica e il Rinascimento messicano
  • Le Escuelas Libres de Agricoltura (materiali forniti dall’Istituto Nacional de Antropologia y Historia di Città del Messico)
  • La militanza politica nel Soccorso rosso, l’antifascismo internazionale negli anni ’30, i Fronti popolari e la guerra di Spagna
  • Il ritorno in Messico e la morte di Tina
  • Esposizione di libri e opuscoli originali della Internazione Arbeiterhilfe e della Internazionale Rote Hilfe
  • Esposizione di originali, lettere, carteggi e fotografie relative alla riscoperta di Tina nel Friuli Venezia Giulia negli anni ’70, tratte dall’Archivio di Riccardo Toffoletti, e del Comitato Tina Modotti.

Tina Modotti

Tina Modotti nasce a Udine il 17 agosto 1896, da una famiglia operaia.
Nel 1913 si trasferisce a San Francisco per lavorare in una fabbrica tessile. Tina frequenta gli ambienti culturali della città dove conosce il poeta e pittore Roubaix de l’Abrie Richey, suo futuro marito.
Nel 1920 recita, fra gli altri, nel film The Tiger’s Coat di Roy Clemente ma abbandona presto la carriera cinematografica.
Bellezza ed espressività la rendono il soggetto ideale per le fotografie di Edward Weston, a cui si lega sentimentalmente dopo la morte del marito, nel 1922. Grazie a lui, Modotti consolida la conoscenza degli elementi di fotografia acquisiti in gioventù.
Tina Modotti ed Edward Weston si trasferiscono a Città del Messico, immersi in un vivace clima culturale e politico.
Qui, la fotografia di Tina diventa strumento di indagine sociale e assume valenza ideologica. Viene ripresa dalle riviste Forma, New Masses e Arbeiter Illustrierte Zeitung (AIZ).
Nel 1930 Tina è espulsa dal Messico, accusata di aver partecipato ad un attentato contro il presidente Pascal Ortiz Rubio e vi farà ritorno solo nel 1935.
Nel frattempo vive fra Mosca, Varsavia, Vienna, Madrid e Parigi, in ausilio ai perseguitati politici, militando nel Soccorso Rosso Internazionale.
Muore per un collasso nella notte fra il 5 e il 6 gennaio 1942.